Non un sostituto, almeno non ufficialmente

Roland ha annunciato il FP-40 a settembre 2026. Viene spontaneo pensare che sostituisca il FP-30X, in commercio dal 2021. Roland non lo ha detto. Il FP-30X resta nelle pagine prodotto di Roland, e nessuna comunicazione della marca presenta il FP-40 come suo successore.

La domanda utile, quindi, non è «vecchio o nuovo». Entrambi sono pianoforti portatili Roland attuali, montano la stessa tastiera e differiscono in pochi punti precisi. Alcune di queste differenze favoriscono il modello più recente, altre il FP-30X.

Una nota sul metodo: questo è un confronto basato sulle specifiche pubblicate. Non abbiamo suonato i due strumenti affiancati. Tutti i dati riportati provengono dalle schede tecniche di Roland.

Ciò che non è cambiato: la tastiera

Entrambi i pianoforti usano la tastiera PHA-4 Standard di Roland, che la marca descrive per ciascuno con scappamento e superficie Ivory Feel. Sulla carta è la stessa meccanica. Le schede tecniche di Roland usano la stessa formulazione per entrambi: "PHA-4 Standard Keyboard: with Escapement and Ivory Feel". Entrambi offrono inoltre una polifonia a 256 note.

Questo cambia il modo di leggere tutto il resto. Se Lei esita tra questi due modelli, il tocco non è il fattore decisivo: qualunque sia il Suo giudizio sulla PHA-4 Standard, la avrà in entrambi i casi. La scelta si gioca su suono, cuffie, collegamenti e ingombro.

Il suono: un altro motore e nuovi altoparlanti

Il FP-30X utilizza il suono SuperNATURAL Piano di Roland. Il FP-40 utilizza quello che Roland chiama Piano Reality Sound Engine.

I dati degli altoparlanti sono vicini. Il FP-30X ha due altoparlanti da 12 cm con 11 W × 2. Il FP-40 ha due altoparlanti da 8 × 12 cm in una cassa acustica, con 12 W × 2. Un watt in più per canale non renderà nessuno dei due nettamente più forte in salotto. Se la nuova cassa acustica cambi ciò che si sente dalla panca è una questione da risolvere con le proprie orecchie in negozio, non con una scheda tecnica.

Il numero di suoni si è mosso in una direzione inattesa. Il FP-30X offre 56 suoni sul pannello e, secondo Roland, 321 in totale con la Roland Piano App. Il FP-40 offre 40 suoni sul pannello e 305 in totale; gli altri 265 sono raggiungibili solo dall'app. Se preferisce scegliere i suoni sullo strumento, senza telefono, il modello precedente gliene mette a disposizione di più.

Roland non pubblica una suddivisione per categorie di nessuna delle due liste, quindi niente "tanti pianoforti, tanti piani elettrici". Un confronto dei contenuti, lista contro lista, non si può ricavare dalle specifiche. Due cose però sono certe: la lista dell'FP-40 è la più corta delle due e, di quei suoni, meno sono selezionabili senza telefono. Nemmeno i suoni di pianoforte in testa alle due liste sono gli stessi, perché i motori sonori sono diversi: SuperNATURAL Piano sull'FP-30X e Piano Reality sull'FP-40. È una differenza da valutare con le proprie orecchie in negozio, non in tabella.

Le cuffie: la differenza che più probabilmente conta a casa

È il punto che verificheremmo per primo.

Il FP-30X ha due prese cuffie: una mini-jack stereo e una jack da 6,3 mm. Il FP-40 ne ha una sola, una mini-jack stereo che Roland indica come «Phones/Headset»; accetta quindi anche un headset con microfono.

Per chi studia da solo con auricolari o cuffie piccole, la presa unica del FP-40 non crea problemi. Li crea in due situazioni:

Nessuno dei due è un motivo per escluderlo, ma sono proprio i dettagli che si scoprono dopo aver aperto la scatola.

I collegamenti: qui il FP-40 è chiaramente più recente

Entrambi i pianoforti hanno audio Bluetooth e MIDI Bluetooth: riproducono la musica del telefono dai propri altoparlanti e si collegano senza cavo alle app di studio. Le versioni però sono diverse. Roland indica per il FP-30X Bluetooth 3.0 per l'audio e 4.0 per il MIDI. Il FP-40 usa Bluetooth 5.4 con audio A2DP classico, LE Audio e MIDI.

Il FP-40 aggiunge inoltre il Wi-Fi integrato, assente sul FP-30X. Roland lo descrive come un modo per collegare lo strumento alla rete di casa e ricevere gli aggiornamenti di sistema. Funziona solo sulla banda a 2,4 GHz.

Sul fronte dello studio, il baricentro si sposta dal pianoforte al telefono. Il FP-30X contiene 30 brani interni, il FP-40 solo 4. Roland rimanda invece alla sua app Piano Sphere, che secondo la marca offre 100 brani fin dal primo giorno. Se Lei studia con un tablet sul leggio, è uno scambio ragionevole. Se preferisce fare a meno dello schermo, il FP-30X ha più contenuti a bordo.

Ingombro, supporto e pedali

Roland misura entrambi i modelli senza leggio:

Il FP-40 è quasi 3 cm più basso, un vantaggio se lo ripone su una mensola o lo mette via tra una sessione e l'altra. È però quasi 5 cm più profondo, e su una scrivania stretta si nota. Roland indica 14,0 kg per il FP-40 con leggio; secondo i dati di Roland è leggermente più leggero del FP-30X. La differenza è inferiore a un chilogrammo e non cambia nulla nel trasporto.

Nessuno dei due include il supporto, e ciascuno ha il proprio: il KSC-70 per il FP-30X e il KSF-40 per il FP-40. Entrambi includono l'interruttore a pedale DP-2 ed entrambi prevedono come opzione la pedaliera a tre pedali KPD-70. Nessuno dei due funziona a batterie.

Quale scegliere

Scelga il Roland FP-30X se più di una persona deve ascoltare in cuffia, se possiede cuffie di grandi dimensioni con spinotto da 6,3 mm, se desidera più suoni e brani disponibili sullo strumento senza app, oppure se la profondità della scrivania è ridotta.

Scelga il Roland FP-40 se studia da solo in cuffia o con auricolari, se il Suo studio passa già da un telefono o da un tablet, se Le interessano il Bluetooth più recente con LE Audio e gli aggiornamenti via Wi-Fi, oppure se un profilo più basso Le facilita il riporlo.

La tastiera è identica, quindi una prova in negozio dovrebbe concentrarsi su ciò che cambia davvero: il suono dagli altoparlanti e se una sola presa cuffie è adatta alla Sua famiglia. Se sta valutando anche Yamaha, veda i nostri confronti Roland FP-40 vs Yamaha P-225 e Roland FP-30X vs Yamaha P-225.